Pesca alle occhiate

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Pesca alle occhiate da terra

Pesca alle occhiate

Le occhiate sono pesci di colore argenteo brillante con il dorso scuro e il corpo lateralmente compresso. Hanno una buona carne che le rendono appetibili in cucina anche se la taglia massima insidiabile sotto costa non supera i 250 - 300 grammi. Da terra sono rare le catture sopra questa pezzatura anche se tuttavia si tratta di un pesce particolarmente combattivo che sa regalare valide emozioni anche di queste dimensioni.

Le occhiate si trovano di solito in copiosi branchi nelle vicinanze dei punti della costa dove la corrente è maggiore e sono presenti scogli affioranti o sommersi, alla ricerca di cibo, che è costituito da plancton, da piccoli pesci e animali marini che sostano sia negli strati intermedi che sul fondo del mare.

Il momento migliore della giornata per la pesca alle occhiate da terra è all’alba o al tramonto specie se il mare è in “scaduta” (il periodo che segue una mareggiata prima che il mare ritorni calmo).
Le occhiate si pescano tutto l’anno anche se i periodi migliori sono la primavera e l’autunno. Nei mesi estivi la presenza costante dei bagnanti lungo la riva disturba questo e altri tipi di pesce, che stazionano quindi più al largo (ricordarsi sempre che l’attività alieutica dalla riva durante la stagione balneare - da giugno a settembre - è regolata da un’apposita ordinanza della Capitaneria di Porto che la vieta, di norma, dalle 9 del mattino fino alle 19 della sera).

La costa, rocciosa e ricca di insenature e anfratti, che va da Livorno a Castiglioncello rappresenta un habitat ideale per le occhiate. Il molo del piccolo porticciolo di Quercianella e la scogliera sotto la Torre di Calafuria sono poi 2 possibili luoghi (comodi da raggiungere anche dal nostro agriturismo in poco pił di 15 minuti di auto) in cui tentare questo genere di pesca.

Pesca alle occhiate da terra

L’attrezzatura
Viste le dimensioni delle prede che andremo ad insidiare non abbiamo necessità di particolari attrezzature. Una bolognese da 4 metri (ancora meglio se da 6 metri) con azione di punta e un piccolo mulinello saranno più che sufficienti.
In bobina utilizzeremo un monofilo da 0,16 o al più uno 0,18 mentre per il nostro finale ci orienteremo verso uno 0,10 o al massimo uno 0,12, possibilmente in fluorocarbon, con un amo della misura 16 o 18. In caso di acque particolarmente trasparenti potremo optare per un filo dello 0,08 o dello 0,09. I carichi di rottura di questi fili, specie se di ottima qualità, si aggirano intorno ad 1 kg e sono più che sufficienti per la taglia delle nostre occhiate. Dopo ogni cattura tuttavia è consigliabile verificare lo stato del filo in corrispondenza dell’amo specie se la nostra preda ha inghiottito profondamente l’esca. La bocca delle occhiate, in particolare quella degli esemplari di taglia maggiore, possiede una fitta serie di piccolissimi denti che, se difficilmente possono tranciare il filo, lo possono invece intaccare e quindi alla lunga indebolirlo.

La montatura
La montatura va decisa a seconda delle condizioni del mare. In condizioni di mare calmo o quasi calmo possiamo utilizzare un galleggiante di tipo piombato a forma di goccia rovesciata da 1 o 2 grammi con filo passante e sopporto per lo starlight o una piccola sferetta in sughero, sempre ti tipo piombato e della stessa grammatura (i modelli 1 e 2 in figura).
Galleggiante per la pesca alle occhiate In caso di mare mosso o poco mosso (durante una scaduta ad esempio) sarà necessario ricorrere ad un galleggiante dal peso maggiore (3 o 4 grammi massimo) optando per quelli dalla forma più affusolata per creare meno resistenza alla penetrazione in acqua (ad esempio il modello 3 in figura).

Montiamo pertanto il nostro galleggiante sulla lenza madre, facciamo un terminale con il filo dello 0,10 (o dello 0,12) e l’amo del 16 (o del 18) di circa 70 - 80 cm di lunghezza e leghiamolo alla lenza madre. In corrispondenza del nodo di giunzione mettiamo un piccolo pallino di piombo spaccato. Tariamo quindi il fondo del nostro galleggiante in modo da pescare a mezz’acqua.

La pastura
La pasturazione è un elemento fondamentale nella pesca alle occhiate da terra.
Pasturare correttamente la zona significa mantenere il pesce costantemente in “frenesia alimentare” e alla nostra portata sopratutto.
In commercio si trovano degli ottimi sfarinati già pronti per questo tipo di pesca (in particolare quelli cosiddetti “fondo mare” che prepareremo più “lenti”, quindi utilizzando più acqua di mare, in modo da avere un’azione non di fondo ma di media altezza). Se invece preferite prepararvi da soli la pastura gli ingredienti da utilizzare sono comunque semplicissimi e facilmente reperibili. Per preparare una pastura per 2 o 3 ore di pesca potete utilizzare:

1 kg di sarde
100 gr di sale da cucina grosso
da 1 a 1,5 kg di pane grattugiato

Come preparare la pastura
Pulite le sarde privandole della testa, della spina centrale e delle interiora e passatele con un tritacarne cercando di ottenere una poltiglia senza lasciare pezzi interi (il ruolo della sarda in questo caso è attirante, la pastura non deve “saziare” le nostre occhiate bensì tenerle in zona).
Mettete il composto in un recipiente aggiungete il sale grosso, mescolate e versate il tutto in un barattolo che poi chiuderete ermeticamente.
Una volta arrivati sul luogo di pesca versate il pane grattugiato e il composto di sarde in una bacinella e bagnate con acqua di mare fino ad ottenere una consistenza media (ne troppo “lenta” quindi ne troppo “dura”).
Le occhiate stazionano di solito a mezz’acqua e, per questa loro caratteristica, è bene preparare una pastura semi-consistente in modo che si sfaldi durante la discesa lungo il fondo creando una sorta di alone in acqua.
Ricordiamoci di bagnare e di mescolare la pastura ogni tanto per mantenere la giusta consistenza dato che il pane grattugiato tenderà ad assorbire l’acqua iniziale rendendola più consistente con il passare del tempo.

L'esca
Come esca useremo dei comuni bigattini che utilizzeremo anche come “aggiunta” alla nostra pastura. Per un 2 o 3 ore di attività saranno necessari almeno 3 - 4 etti di bigattini.

L’azione di pesca
Formiamo quattro o cinque palle di pastura grandi come un’arancia e lanciamole nel tratto di mare davanti a noi a ventaglio e a varie distanze (mai comunque sotto i nostri piedi ma sempre almeno a 2 - 3 metri dalla nostra postazione fino ad arrivare a 5 -6 metri massimo di distanza). Questa sarà la nostra zona di pesca. Fiondiamo anche un paio di manciate di bigattini nella stessa zona e prepariamo la nostra canna. Appena saremo pronti lanciamo la nostra lenza in acqua e fiondiamo tutto intorno al galleggiante alcuni bigattini.
Ogni 10 - 15 minuti ripeteremo l’operazione di pasturazione questa volta con palline di pastura grandi quanto un mandarino.
Se le occhiate entrano in zona le catture non tarderanno ad arrivare e saranno anche consistenti, oltre ad avere la piacevole sorpresa di incontrare anche altri tipi di pesci come saraghi, sparlotti e salpe.

Ovviamente non possiamo che augurarvi buon... divertimento!


 

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