Le scogliere artificiali di Marina di Pisa rappresentano un'ottima (e comoda) postazione
per la pesca all'aguglia.
Le catture più abbondanti si ottengono dalla fine di agosto e per tutto il mese di settembre
fino ad arrivare persino a tutto ottobre, se il bel tempo ci accompagna.
Le condizioni
ideali per la pesca all'aguglia sono: mare calmo, acqua trasparente e sole.
Di solito l'aguglia entra in pesca dopo circa un'ora
dal sorgere del sole e continua per tutta la giornata la sua frenetica ricerca
di cibo, fino a circa un'ora prima del tramonto.
Attrezzatura
L'attrezzatura per la pesca all'aguglia è semplicissima:
una qualsiasi canna che ci permetta di lanciare un peso di almeno 20/25gr (si
possono usare delle comuni bolognesi o delle canne da spinning leggero, anche
se con quest'ultime si potrebbero incontrare delle difficoltà durante
la fase di recupero in quanto la posizione sulla scogliera è di solito
molto elevata rispetto al livello dell'acqua, circa 3/3,5 metri e la posizione
di pesca è piuttosto arretrata rispetto alla linea dell'acqua) e un mulinello
capace di contenere almeno 100/150 metri di filo (uno 0,16 o uno 0,18 sono più
che sufficienti. E' consigliabile scegliere un filo di alta qualità e sopratutto ben imbobininato sul nostro mulinello dato che dovrà
sostenere numerosi e ripetuti lanci. In un'ora di pesca è possibile lanciare anche una trentina di volte o più).
Ecco poi cosa ci occorre:
- una bombarda da 20/25gr di tipo galleggiante,
- una perlina salvanodo,
- una girella tripla,
- del filo dello 0,12/0,10,
- uno o più ami del 18 o del 20.
La scelta della bombarda galleggiante è dovuta al fatto che l'aguglia staziona nei primi 10-20 cm d'acqua e quindi la pesca avviene prevalentemente in superficie. La bombarda pertanto non deve affondare ma galleggiare sull'acqua portandosi dietro il nostro terminale che non dovrà essere caricato con alcun pallino di piombo.
Lo scopo di una bombarda relativamente pesante è quello di permetterci
di lanciare alla massima distanza raggiungibile così da sondare un tratto
di mare il più ampio possibile.
Vanno comunque bene anche dei galleggianti piombati e distanze minori, quando
i branchi di aguglie sono in zona ed entrano in "frenesia alimentare"
si pescano anche a pochi metri dalla scogliera.
La montatura da preparare è la seguente:
infiliamo la bombarda nella lenza madre, applichiamo una perlina salvanodo
e poi montiamo la girella.
Prepariamo il finale di circa 1,5/1,8 metri con il filo dello 0,12 (va benissimo
anche uno 0,10 l'aguglia più grossa può arrivare a pesare qualche
etto al massimo, è assai raro imbattersi in esemplari più grandi) e colleghiamo all'estremità libera della girella.

E' consigliabile preparare un certa quantità di finali in modo da averli
pronti a disposizione nel caso l'aguglia inghiotta completamente l'esca. Date
le sue dimensioni e la particolare conformazione della bocca risulta spesso difficoltoso
slamarla, specie se l'amo è sceso in profondità. Inoltre il lungo
becco è dotato di denti affilatissimi e può capitare di danneggiare
il filo durante la slamatura. In questi casi conviene spesso "rinunciare"
al finale sostituendolo con un altro.
Esche
Come esca useremo dei comunissimi bigattini.
Per una battuta di un paio di ore 1 etto di bigattini è più che sufficiente
in quanto non c'è la necessità di pasturare la zona di
pesca. Se disponiamo di una fionda per lanciare i bigattini possiamo effettuare
un paio di fiondate nella zona di mare davanti a noi, giusto per mettere più frenesia alle nostre aguglie, ma non è
necessario. E' importante invece cambiarli sull'amo ogni volta che tiriamo su un'aguglia
in modo da ridare "vivacità" alla nostra esca.
Azione di pesca
Preparata l'attrezzatura troviamo una postazione comoda che ci consenta di
lanciare agevolmente la nostra paratura, applichiamo un paio di bigattini, preferibilmente
appena innestati sull'amo in modo che stiano perpendicolari uno all'altro (così
da fare una sorta di "effetto elica" durante la fase di recupero),
lanciamo e iniziamo a recuperare molto lentamente facendo delle brevi soste ogni 5
o 6 giri del mulinello.
E' un tipo di pesca molto vivace e sopratutto "in presa diretta"
in quanto l'abboccata dell'aguglia si avvertirà perfettamente. Appena
sentiamo il tocco sulla lenza, fermiamo per un istante il recupero. L'aguglia
solitamente da un primo colpo alla preda con il suo lungo becco e poi la inghiotte.
Diamo quindi un rapido giro al mulinello, tirando un po' verso di noi la canna
in modo da ferrare il pesce, se l'aguglia è rimasta al nostro amo dovremmo
avvertire una certa resistenza. L'aguglia è un pesce combattivo nonostante
le sue piccole dimensioni, quasi sicuramente continuerà a dibattersi
per tutta la fase di recupero, compiendo anche salti incredibili fuori dall'acqua, per questo è necessario procedere ad un
recupero costante senza mai fermarsi fino a che non avremo tirato a noi la nostra
preda. Nella maggioranza dei casi l'allamatura avviene proprio sul becco dell'animale
dove l'amo non entra in profondità, lasciargli lenza libera può
comportare spesso la perdita del pesce.
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Risorse utili:
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Definizione dello stato del mare secondo la scala Douglas a cura dell'Arpa Sardegna
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